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  • DANIELA AIUTO - PORTAVOCE DEL MOVIMENTO 5 STELLE AL PARLAMENTO EUROPEO - GRUPPO EFDD
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La sicurezza stradale é l’urgenza principale alla quale siamo chiamati a rispondere in termini di mobilitá

Oltre 26.000 morti all‘anno in tutta Europa ed un costo sociale di circa 100 miliardi di euro: la sicurezza stradale é l’urgenza principale alla quale siamo chiamati a rispondere in termini di mobilitá.

A nostro avviso, occorre decongestionare i centri urbani implementando l’utilizzo del mezzo pubblico a discapito di quello privato, responsabile, tra l’altro, di circa 80% delle emissioni di CO2 prodotte dall‘intero comparto dei trasporti.

Vanno inoltre fatte rispettare da tutti regole certe e uguali per tutti per quanto riguarda i tempi di riposo e la qualitá dei guidatori dei mezzi pesanti, con controlli sulle patenti e sui tassi alcolemici. Abbiamo le tecnologie per rendere molto tempestivi ed efficaci i controlli su strada. Aiutiamo le piccole aziende, anche magari incentivandole economicamente, ad adottare i dispositivi tecnologici necessari a tali controlli.

Sosteniamo la risoluzione, soprattutto per la parte riferita alle politiche di riduzione delle emissioni.

Per il nuovo comparto elettrico, auspichiamo investimenti sia sulla diffusione della rete, sia sulla ricerca per la sostenibilitá delle batterie utilizzate, per avere prodotti meno impattanti sia in fase di realizzazione che di smaltimento.

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Strategia mobilità sostenibile, considerazioni su proposta della Commissione e proposta relatore

Benvenuto alla iniziativa della Commissione e alla proposta del relatore per un trasporto più sostenibile ed efficiente per i cittadini. La proposta verrà trattata con ENVI secondo art. 54 e divisione di competenze.

Bene ricordare gli impegni di Parigi che devono però tramutarsi in fatti nelle diverse modalità di trasporto. Una migliore logistica e lo sviluppo della digitalizzazione possono ridurre le distanze, rendere più veloci i collegamenti e ridurre i costi dei cittadini con un minore impatto sull’ambiente.

CONSIDERAZIONI GENERICHE BASATE ANCHE SU EMENDAMENTI DA NOI PRESENTATI IN ENVI:

• Il trasporto ancora si basa su combustibili convenzionali per oltre il 96% delle sue necessità energetiche. Ciò causa il 23% delle emissioni totali di CO2.

• I sistemi di trasporto elettrici, sia privati che pubblici, possono assicurare un valido contributo per la riduzione delle emissioni.

• Occorre porre termine ai sussidi alle fonti fossili e la Commissione europea dovrebbe proporre un phase out dei sussidi diretti e indiretti ai carburanti fossili entro il 2020
• Non dimentichiamo che la Commissione ha avviato procedure di infrazione contro 16 Stati Membri (tra cui anche l’Italia) per aver ecceduto i livelli di emissioni in atmosfera (NO2 e PM10).

• Necessità di creare e migliorare l’infrastruttura per il rifornimento elettrico arrivando almeno a raddoppiare il suo uso per il 2030.

• Sviluppare il trasporto locale sostenibile e i sistemi intermodali.

• Investire molto nella promozione del trasporto pubblico, anche attraverso la gratuità dei servizi e la promozione di mezzi di trasporto pubblici a zero emissioni.

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Limite del 49% sul controllo esercitabile da un vettore extra-europeo sulle compagnie aeree europee

Nel 2016, la Commissione ha ottenuto mandato dagli Stati membri per negoziare con i paesi del Golfo, in seguito a pressioni esercitate da Francia e Germania già nel 2015 per limitare l’ingerenza dei vettori del Golfo nel mercato aereo europeo. Francia e Germania avevano messo sotto accusa le due cause principali della concorrenza sleale esercitata dai vettori del Golfo ai danni delle compagnie aeree europee:

• le pratiche di “dumping sociale” ai danni dei dipendenti di tali vettori extra-europei;

• l’assorbimento di sussidi governativi (quantificabili a 39 miliardi di euro a partire dal 2004, secondo uno studio commissionato dalle tre principali compagnie americane Delta, United e American Airlines).

Oltre alle critiche mosse da Francia e Germania, studi di settore hanno inoltre specificato come la concorrenza sleale esercitata dai vettori extra-europei tramite i “metodi” sopra descritti abbia una ulteriore conseguenza: l´inizio di “dumping sociale” da parte anche dei vettori europei nei confronti dei propri dipendenti, come mezzo per sostenere la competizione sleale dei vettori stranieri.
Come noto, questa è la pratica adottata ad esempio da Norwegian Airlines e Ryanair, che ricorrono a contratti “a basso costo” ottenuti circonvenendo alla legislazione europea sul distacco dei lavoratori.

In sede di tali negoziati, attualmente ancora in corso, la Commissione (a cui, lo ricordiamo, era stato dato mandato per proteggere il settore aereo europeo) non ha escluso l’ipotesi di una rimozione del margine del 49% sul controllo delle quote dei vettori europei da parte di vettori stranieri.

Considerando:

-che l’acquisizione del 49% di Alitalia S.p.a. da parte di Etihad nel 2014, peraltro approvata dalla Commissione in seguito a valutazioni con cui la Commissione stessa escludeva conseguenze negative per il settore aereo europeo, aveva già provocato 1000 esuberi, e che in seguito a tali esuberi erano state mosse accuse verso il disinteresse di Etihad a ricollocare i lavoratori;

-che lo scorso aprile, in seguito alla presentazione del piano di ristrutturazione per 1600 esuberi, poi respinto in sede di referendum, sono nuovamente emersi dubbi in merito alla effettiva volontà di Etihad di impegnarsi concretamente per tutelare i lavoratori italiani;

-che tali dubbi sembrano rafforzati dall’estraneità del vettore del Golfo rispetto alla società italiana.

Ho chiesto alla Commissione:

-se ritiene che il controllo da parte di vettori extra-europei delle compagnie europee non offra sufficienti garanzie sulla tutela dei lavoratori europei in occasione di ristrutturazioni societarie;

-se intende effettivamente procedere con la rimozione del limite del 49% sul controllo da parte di vettori stranieri;

-se ha effettuato valutazioni per stabilire quale sarà l´impatto della rimozione di tale limite sulla tutela del lavoro all´interno dell´Unione.

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NUOVE NORME DI SICUREZZA PER LE NAVI PASSEGGERI

Quali sono le regole per le navi passeggeri che viaggiano nelle acque degli Stati membri dell'UE? A questo proposito è stato realizzato un cosiddetto "fitness check" che ha messo in luce diverse ambiguità e problemi della legislazione vigente. Dubbi e perplessità sono sorti riguardo le norme da applicare per le piccole imbarcazioni ed altri tipi specifici di navi, ma anche per le grandi imbarcazioni come le navi da crociera.

La proposta della Commissione europea per rimediare a questi problemi può essere rinforzata dal mio lavoro, ma anche e soprattutto dal vostro contributo su Rousseau.

• Il Movimento 5 Stelle, come prima cosa, vuole che i passeggeri e gli equipaggi possano viaggiare all'interno degli Stati dell'Unione in massima sicurezza.
• La Commissione deve fornire linee guida agli Stati Membri, alle industrie ed agli armatori specificando standard di sicurezza per tutte le categorie escluse dal campo di applicazione della presente direttiva.
• I tender devono essere utilizzati solo ed esclusivamente per il trasporto passeggeri dalla nave alla costa e viceversa, e non per altri tipi di servizi come escursioni turistiche.
• Gli Stati Membri devono attivamente sostenere il lavoro dell'IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) riguardo le definizioni concernenti le imbarcazioni per servizi offshore.
• La Commissione deve stabilire prerequisiti comuni per le barche a vela entro il 2020.
• Al fine di mantenere la massima trasparenza, qualsiasi esenzione o misura adottata deve essere pubblicata su un sito internet di pubblico dominio.
• Poiché la vita dell'essere umano è parte fondamentale dell'intero processo, l'Unione deve prendere una posizione decisa e proattiva al fine di promuovere globalmente l'aspetto sociale dei lavoratori, promuovendo adeguate condizioni di lavoro e formazione.

Ora, ancora una volta, tocca a voi: inviateci i vostri suggerimenti per migliorare il testo base proposto dalla Commissione europea attraverso Rousseau.

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Revisione della direttiva sulla sicurezza dei passeggeri delle navi: la Commissione trasporti approva.

La Commissione trasporti approva la revisione della direttiva sulla sicurezza dei passeggeri delle navi e dà il via ai negoziati con il Consiglio. La proposta legislativa, che ha visto me come relatrice, mira a ridurre gli oneri per gli operatori del settore e consente di fare chiarezza su errate interpretazioni delle norme esistenti. L'obiettivo è rafforzare la sicurezza dei viaggi nazionali in Europa e far sì che non accadano più tragedie come quella recente della Costa Concordia. Sono state accolte tutte le mie proposte, in primis la necessità di garantire sempre e comunque standard elevati di sicurezza per i passeggeri, facendo sì che non si facciano passi indietro rispetto alla situazione attuale e si lavori proattivamente a livello nazionale per migliorare la situazione.

Importante il riferimento alle questioni sociali dei lavoratori e alle condizioni di vita a bordo della nave per i lavoratori: sicurezza e benessere dei lavoratori sono due fattori che vanno di pari passo e che sono fortemente legati tra di loro. E ancora, la trasparenza. Qualsiasi eccezione e modifica alle norme deve essere pubblicata in una banca dati accessibile a tutti pubblicamente su Internet. Chiarezza, infine, sull'inclusione nella direttiva delle navi in alluminio, sull'esclusione di quelle sotto i 24 metri e sull'utilizzo dei tender che fanno sponda tra le navi da crociera e la costa. Queste ultime non potranno più essere usate per escursioni costiere, per le quali saranno necessarie imbarcazioni preposte a tale scopo.
La revisione della direttiva è stata approvata con il consenso di tutte le forze politiche della Commissione Trasporti.

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Inchiesta Terzo valico, intercettazione choc: “C’è l’amianto? Tanto la malattia arriva fra trent’anni”

In passato, decine di processi hanno mostrato come lo stato italiano non ha tutelato la salute dei cittadini e ha messo in pericolo i suoi lavoratori da un killer silenzioso che si chiama AMIANTO, che ad un certo punto si risveglia ed inizia ad abbracciare mortalmente la sua vittima. L’amianto in Italia ha trasformato stabilimenti produttivi e cantieri in cimiteri (Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli sono alcuni esempi). Questo pericolo ora si sta palesando nell'inchiesta sul Terzo valico (che rappresenta il cuore dell’inchiesta sulle tangenti per le grandi opere), dove in una intercettazione sarebbe saltata fuori una frase orrenda quanto inquietante pronunciata da un superdirigente: "tanto la malattia arriva fra trent’anni...". 
Se la realizzazione di un'opera comporta o può comportare gravi rischi per la salute dei lavoratori e di chi sta intorno a loro, quest'opera deve essere fermata. 
Con l'amianto non si scherza e lo Stato non sia complice!

Vi invito per l'occasione a leggere questo interessante articolo pubblicato oggi da LA STAMPAhttp://bit.ly/2j4gCoR


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Daniela Aiuto

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