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  • DANIELA AIUTO - PORTAVOCE DEL MOVIMENTO 5 STELLE AL PARLAMENTO EUROPEO - GRUPPO EFDD
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Limite del 49% sul controllo esercitabile da un vettore extra-europeo sulle compagnie aeree europee

Nel 2016, la Commissione ha ottenuto mandato dagli Stati membri per negoziare con i paesi del Golfo, in seguito a pressioni esercitate da Francia e Germania già nel 2015 per limitare l’ingerenza dei vettori del Golfo nel mercato aereo europeo. Francia e Germania avevano messo sotto accusa le due cause principali della concorrenza sleale esercitata dai vettori del Golfo ai danni delle compagnie aeree europee:

• le pratiche di “dumping sociale” ai danni dei dipendenti di tali vettori extra-europei;

• l’assorbimento di sussidi governativi (quantificabili a 39 miliardi di euro a partire dal 2004, secondo uno studio commissionato dalle tre principali compagnie americane Delta, United e American Airlines).

Oltre alle critiche mosse da Francia e Germania, studi di settore hanno inoltre specificato come la concorrenza sleale esercitata dai vettori extra-europei tramite i “metodi” sopra descritti abbia una ulteriore conseguenza: l´inizio di “dumping sociale” da parte anche dei vettori europei nei confronti dei propri dipendenti, come mezzo per sostenere la competizione sleale dei vettori stranieri.
Come noto, questa è la pratica adottata ad esempio da Norwegian Airlines e Ryanair, che ricorrono a contratti “a basso costo” ottenuti circonvenendo alla legislazione europea sul distacco dei lavoratori.

In sede di tali negoziati, attualmente ancora in corso, la Commissione (a cui, lo ricordiamo, era stato dato mandato per proteggere il settore aereo europeo) non ha escluso l’ipotesi di una rimozione del margine del 49% sul controllo delle quote dei vettori europei da parte di vettori stranieri.

Considerando:

-che l’acquisizione del 49% di Alitalia S.p.a. da parte di Etihad nel 2014, peraltro approvata dalla Commissione in seguito a valutazioni con cui la Commissione stessa escludeva conseguenze negative per il settore aereo europeo, aveva già provocato 1000 esuberi, e che in seguito a tali esuberi erano state mosse accuse verso il disinteresse di Etihad a ricollocare i lavoratori;

-che lo scorso aprile, in seguito alla presentazione del piano di ristrutturazione per 1600 esuberi, poi respinto in sede di referendum, sono nuovamente emersi dubbi in merito alla effettiva volontà di Etihad di impegnarsi concretamente per tutelare i lavoratori italiani;

-che tali dubbi sembrano rafforzati dall’estraneità del vettore del Golfo rispetto alla società italiana.

Ho chiesto alla Commissione:

-se ritiene che il controllo da parte di vettori extra-europei delle compagnie europee non offra sufficienti garanzie sulla tutela dei lavoratori europei in occasione di ristrutturazioni societarie;

-se intende effettivamente procedere con la rimozione del limite del 49% sul controllo da parte di vettori stranieri;

-se ha effettuato valutazioni per stabilire quale sarà l´impatto della rimozione di tale limite sulla tutela del lavoro all´interno dell´Unione.

Daniela Aiuto

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